Monthly Archive Settembre 2018

QUALI DIFFERENZE TRA BULLISMO E CYBERBULLISMO

Con il termine cyberbullismo o bullismo online si indicano:
quegli atti di bullismo e di molestia, prevaricazione effettuati tramite mezzi elettronici come le e­mail, le chat, i blog, i telefoni cellulari, i siti web o qualsiasi altra forma di comunicazione riconducibile al web.

Anche se si presenta in una forma diversa, anche quello su internet è bullismo: far circolare foto spiacevoli o inviare e­mail contenenti materiale offensivo può far molto più male di un pugno o di un calcio, anche se non comporta violenza o altre forme di coercizione fisica.

Nelle comunità virtuali il cyberbullismo può essere anche di gruppo e di solito le ragazze sono vittime più frequentemente dei ragazzi, spesso con messaggi contenenti allusioni sessuali.

Solitamente il disturbatore agisce in anonimato, talvolta invece non si preoccupa affatto di nascondere la sua identità.

In Inghilterra, più di un ragazzo su quattro, tra gli undici e i diciannove anni è stato minacciato da un bullo via e­mail o sms. In Italia, secondo alcune ricerche, è emerso che il 24% degli adolescenti subisce in questo modo prevaricazioni, offese o prepotenze.

 

Differenze tra Bullismo e cyberbullismo.

Rispetto al bullismo tradizionale nella vita reale, l’uso di mezzi elettronici conferisce al cyberbullismo alcune caratteristiche proprie:

  • Anonimato del bullo: in realtà, questo anonimato è illusorio perché ogni comunicazione elettronica lascia dietro se delle “tracce”. Però per la vittima è difficile risalire da sola al molestatore ed ancora più difficile potrebbe essere
  • Indebolimento delle remore morali: la caratteristica precedente, abbinata alla possibilità di assumere un’identità diversa dalla propria qualora si sia online, possono indebolire le remore morali, infatti spesso la gente fa e dice online cose che non farebbe o non direbbe nella vita reale.
  • Assenza di limiti spaziotemporali: mentre il bullismo tradizionale avviene in luoghi e momenti specifici (ad esempio in contesto scolastico), il cyberbullismo investe la vittima ogni volta che si collega al mezzo elettronico utilizzato.

Il bullismo online assume diverse sfaccettature che permettono di individuarne più tipologie:

  1. flaming: messaggi online violenti e volgari mirati a suscitare battaglie verbali in un forum;
  2. cyber­stalking: molestie e denigrazioni ripetute, persecutorie e minacciose mirate ad incutere paura, portati attraverso la rete o un altro mezzo di comunicazione elettronico;
  3. slander o denigration (denigrazione), altra manifestazione di cyberbullismo che consiste nel minare, attraverso i social network, la reputazione della vittima, sia inviandole direttamente messaggi denigratori sia con la diffusione di maldicenze;
  4. sostituzione di persona: farsi passare per un’altra persona per poi spedire messaggi o pubblicare testi reprensibili;
  5. exposure è la rivelazione di fatti o notizie compromettenti o imbarazzanti diffuse attraverso il web;
  6. inganno: ottenere la fiducia di qualcuno con l’inganno per poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate attraverso i mezzi elettronici;
  7. esclusione: escludere deliberatamente una persona da un gruppo online per ferirla;
  8. molestie: spedizione ripetuta di messaggi insultanti con l’unico fine di ferire il destinatario.

Molti cyberbulli agiscono in maniera aggressiva e violenta perché desiderano avere visibilità e fanno di tutto affinché il loro atto venga conosciuto e reso pubblico proprio per attirare su di sé l’attenzione dei mezzi d’informazione, per ricevere cioè dal mondo esterno tutte quelle attenzioni che non ricevono quotidianamente all’interno della loro famiglia o del loro gruppo d’amici.

Più il comportamento del bullo viene conosciuto e più il bullo ottiene ciò che desidera.

Il cyberbullo agisce non tanto per esercitare una violenza su qualcuno, bensì come abbiamo visto, per catalizzare su di sé tutta l’attenzione possibile: con la metodologia del file­sharing oggigiorno è sempre più facile che un video o una notizia venga conosciuta da tutto il popolo della rete.

Lo sviluppo di siti per la condivisione di file, come quelli video (vedi You Tube), ha infatti dato un contributo notevole nel rinforzare il fenomeno del cyberbullismo.

Evitare che tali siti diffondano i video aventi per oggetto azioni di violenza e prepotenza sarebbe certamente un passo importante al fine di contrastare il fenomeno.

Le conseguenze psicologiche e le ripercussioni del fenomeno, anche in questo contesto, sono simili a quelle del bullismo tradizionale; dunque può esserci un intenso livello soggettivo di sofferenza che va ad interessare l’area individuale e relazionale delle vittime con effetti anche gravi sull’autostima, sulle capacità socio affettive, sul senso di autoefficacia, sull’identità personale.

Possono riscontrarsi anche difficoltà scolastiche, ansia, depressione e, nei casi più estremi, idee suicidarie.

E’ ragionevole ritenere che le conseguenze possano essere, perfino, maggiormente gravose per effetto della forza mediatica di messaggi, foto e video trasmessi online o sul telefono cellulare.

E’ importante, quindi, ragionare in termini di prevenzione per evitare di dover affrontare aspetti ben più complessi e problematici: una buona informazione e comunicazione effettuate dalle principali agenzie educative, la famiglia e la scuola, può rivelarsi molto utile, infatti spesso sono proprio la disinformazione, la politica del silenzio e la convinzione erronea di non poter denunciare i fatti, a far sì che gli aggressori agiscano spinti

dalla possibilità di non uscire allo scoperto e le vittime subiscano provando vergogna e sentendosi sbagliate.

Questo innesca un pericoloso circolo vizioso che tende a perpetuarsi con il contributo di tutti gli attori sociali.

Fonte: https://didatticapersuasiva.com

 

Gioco d’azzardo, si cambia: stop alle slot nei bar e sostegno ai Comuni contro la ludopatia

La proposta di legge del sottosegretario all’Economia Bitonci (Lega): stop alle slot nei bar e nuovi limiti orari. La ludopatia in Italia è una piaga sociale, e i Comuni sono “lasciati soli”

Slot machine, cambia tutto. Stop alle slot nei bar, nuove disposizioni in tema di limiti orari e nuovo contingentamento degli apparecchi. Sono alcuni degli obiettivi della proposta di legge del sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Massimo Bitonci (Lega), relativa a “Disposizioni per il contrasto della ludopatia e la razionalizzazione dei punti di vendita di gioco pubblico”. Il provvedimento, che mira a evitare “l’eccessivo razionamento e polverizzazione dell’offerta di gioco, innalzare la professionalità degli operatori allo scopo di proteggere le categorie più deboli, contrastare il fenomeno del gioco illegale”, prevede “nuovi criteri per l’installazione” delle slot al fine di “limitarne l’eccessivo proliferare in bar, ristoranti e tutti quegli esercizi commerciali che non fanno del gioco la loro attività principale”.“

La proposta di legge
Nel dettaglio, “è vietata l’installazione negli esercizi commerciali con attività principale diversa dalla commercializzazione dei prodotti di gioco pubblico che abbiano una superficie inferiore a 20 metri quadrati. L’installazione è inoltre vietata negli stabilimenti balneari, nei circoli privati, nei centri di raccolta scommesse che raccolgono in Italia per conto di operatori esteri – che operano in forza della sentenza cosiddetta Costa Cifone emessa il 16 febbraio 2012 dalla Corte di giustizia dell’Unione europea – e nelle sale pubbliche da gioco dove, in aggiunta, è vietata anche l’installazione delle videolottery”.

Come riferisce Agimeg, nella proposta di legge Bitonci viene inoltre ridisegnato “il sistema del contingentamento, ovvero il numero massimo di congegni che è consentito installare in rapporto alla superficie dei locali destinata alla vendita o all’attività economica e sociale, nei bar, nei ristoranti e negli alberghi, riducendo il numero massimo di apparecchi installabili rispetto al numero oggi consentito”. I locali destinati all’installazione delle slot negli esercizi commerciali inoltre “devono essere architettonicamente separati dalle aree destinate all’attività principale dell’esercizio e la loro superficie non deve essere prevalente rispetto a quella dedicata all’attività principale”.“

Nuovi orari per le slot machine
Sul tema degli orari, la proposta prevede “nuove disposizioni in materia di orario, al fine di evitare che la possibilità dell’accesso al gioco, a qualsiasi orario del giorno e della notte, possa favorire in maniera indiscriminata la dipendenza, almeno per i dispositivi fisici, tenuto conto dell’ormai dilagante fenomeno del gioco online illegale su cui, invece, è più difficile intervenire”. Si prevede anche “una regolamentazione più stringente riguardo l’ubicazione geografica dei dispositivi, stabilendo norme sulla distanza tra questi ultimi e luoghi sensibili come scuole, ospedali, centri sportivi, parchi pubblichi e centri parrocchiali. Allo stesso modo, è anche prevista una distanza minima dagli sportelli bancari o postali, tale da scoraggiare, quanto più possibile, il prelievo di contante”.

Ai Comuni il 30 per cento delle entrate
La proposta di legge mira inoltre a devolvere “il 30 per cento delle entrate derivanti dal prelievo erariale unico alle amministrazioni comunali, che oggi sono sempre più chiamate a sostenere l’onere dei controlli negli esercizi commerciali e nelle sale da gioco e a dare il proprio sostegno nella lotta alla ludopatia. Le modalità di attribuzione ai Comuni della quota parte loro spettante sono rimandate ad un successivo decreto del Ministro dell’economia e finanze”. Si limita poi “il ricorso alle carte di debito per il pagamento delle giocate: sempre più spesso, infatti, accade che alcuni giocatori, pur di continuare a giocare, siano disposti a indebitarsi ulteriormente, aggirando, con l’utilizzo della carta di debito, i limiti imposti al prelievo di contanti” e sono infine previste “sanzioni amministrative di natura pecuniaria, nonché la chiusura dell’esercizio, in caso di reiterazione della violazione degli obblighi imposti dalla legge”.

Nel 2017, stando ai dati ufficiali dei Monopoli di Stato rielaborati dall’Associazione per lo studio del gioco d’azzardo, gli italiani hanno speso complessivamente 101,85 miliardi di euro. Un aumento del 6% rispetto al 2016 e del 142% sul 2007. “

Fonte: https://www.today.it