In tanti al convegno promosso dall’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio insieme all’Istituto comprensivo “Paesi Orobici”, all’Istituto “De Simoni – Quadrio”, Ats della Montagna e Asst Valtellina e Alto Lario per sensibilizzare i giovani sul tema del gioco d’azzardo patologico
Più di 200 studenti provenienti dalle scuole medie e superiori della provincia di Sondrio hanno preso parte al convegno del 26 ottobre 2019 promosso dall’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio insieme all’Istituto comprensivo “Paesi Orobici”, all’Istituto “De Simoni – Quadrio”, Ats della Montagna e Asst Valtellina e Alto Lario, dal titolo “Mettiti in gioco – Punta su te stesso”. Scopo dell’iniziativa, che si inserisce nell’ambito delle numerose attività messe in campo per le scuole della provincia, è stato quello di contribuire a sensibilizzare ragazzi, docenti, famiglie e cittadinanza sul tema del gioco d’azzardo patologico e delle ludopatie attraverso gli interventi di autorevoli relatori che hanno offerto interessanti spunti di riflessioni su un fenomeno che purtroppo, anche in Valtellina e Valchiavenna, non fa sconti a nessuno.
Ad introdurre i ragazzi alla mattinata è stato il professor Giuseppe Epifani, referente Ust per i progetti legati al contrasto delle ludopatie, seguito dai contributi degli esperti che hanno declinato il problema del gioco d’azzardo e delle sue molteplici implicazioni sotto diversi punti di vista a cominciare da quello sanitario attraverso l’analisi del dottor Massimo Tarantola, responsabile dell’Unità Operativa Complessa (Uoc) Territorio e dipendenze, che ha illustrato le attività dei servizi territoriali per la cura della dipendenza da gioco d’azzardo.
«Il gioco d’azzardo patologico è una malattia riconosciuta da 30 anni tanto che, da qualche tempo, il servizio nazionale garantisce la gratuità delle cure e, in provincia di Sondrio, è possibile rivolgersi presso uno dei 5 Sert – ha spiegato il dottor Tarantola –. Per comprendere la dimensione del fenomeno basti pensare che, in provincia di Sondrio, dal 2018 abbiamo in carico 60 soggetti mentre nel 2008 erano 5. La stima di persone con malattia è di 700, 7.000 quelle a rischio e 100.000 è il numero di giocatori stimati. Oggi l’accessibilità alle situazioni di rischio è elevatissima e per questo la prevenzione gioca un ruolo fondamentale».
A seguire, il referente territoriale della “Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione”, Marco Duca, ha fornito ai ragazzi altri interessanti spunti di riflessione.
«Di per sé il “gioco” è un’attività universale e piacevole ma parlare di “azzardo” è ben altra cosa poiché, in questo caso, il risultato del gioco dipende quasi esclusivamente dal caso e non dall’abilità – ha precisato Duca –. Quando il gioco diventa persistente e il tempo si dilata a dismisura si sfocia nel Gap (Gioco d’azzardo patologico) e viene meno un fattore importante: la liberà. In Italia, se nel 2007 eravamo a 42miliari di euro di giocato, nel 2018 siamo arrivati a 106 miliardi ed il trend è sempre in aumento. Voi ragazzi siete nati in un’epoca in cui l’azzardo è ovunque e alla portata di tutti. Sulla base di una ricerca condotta nel 2018 fra gli studenti della provincia è emerso che circa il 30% di loro ha giocato nell’ultimo mese e che esistono alcune convinzioni erronee come il fatto che il 12% degli intervistati ritiene che essere bravi a giocare ai videogiochi aiuti nella vincita con le slot. Per sensibilizzare la comunità sul problema dell’azzardo attualmente abbiamo messo in campo diversi progetti tra cui “Senza se e senza gap” (rivolto ai genitori e realizzato in collaborazione con l’Istituto “Paesi Orobici” e Ust), “Annulla il Gap” e “Un azzardo oltre l’azzardo”».
La psicologa Monica Zenucchi si è poi soffermata sul concetto di gioco d’azzardo quale “prigione per la mente”.
«Fra i sintomi dei giocatori d’azzardo patologico c’è la necessità di giocare sempre più denaro, la tendenza a mentire o a compiere azioni illegali per finanziare il gioco – ha spiegato Zenucchi –. I fattori di rischio possono essere biologici, ambientali e psicologici ma la prevenzione è fondamentale, sia sul piano dell’educazione che delle politiche sociali. Quali i consigli per non “cadere in trappola”? Anzitutto occorre essere sinceri e considerare il gioco come un hobby ma è necessario anche stabilire un tempo, limitare il più possibile l’accesso a luoghi di gioco e, se necessario, chiedere supporto ai servizi del territorio. Infine, è fondamentale cercare di controllare i nostri meccanismi di pensiero prima che sia troppo tardi».
«La novità di quest’anno è la costituzione di un Osservatorio, vera e propria cabina di regia per monitorare il fenomeno a livello provinciale di cui fanno parte tutti gli enti che si occupano di prevenzione azzardo per andare a intervenire poi con azioni specifiche e mirate – ha aggiunto l’avvocato ed esperto formatore Simone Bergamini che ha poi approfondito la questione delle conseguenze giuridiche ed economiche legate all’azzardo –. Il problema del giocatore è che talvolta può sfociare nella spirale dei debiti con tutte le sue conseguenze anche legali. Non è così raro infatti che si possa arrivare a giocatori patologici con amministratore di sostegno o interdizione. L’Unione europea si è mossa per prima e recentemente anche lo Stato è intervenuto introducendo il divieto di pubblicità del gioco e, già nel 2013, Regione Lombardia ha emanato un provvedimento ad hoc. Inoltre, dal punto di vista regolamentare, molto possono fare anche i Comuni. In questo senso la prevenzione è sicuramente un aspetto fondamentale ma vi è anche la necessità di interventi legislativi più incisivi».
Interessante anche il contributo offerto dal Questore di Sondrio, Angelo Re, circa le autorizzazioni di polizia per le attività connesse al gioco.
«Il nostro compito è quello di rilasciare le autorizzazioni di Polizia a chi gestisce le sale gioco poiché, il compito dello Stato, è quello di controllare che i soggetti siano idonei a gestire tali attività».
Ha parlato infine delle conseguenze sulla persona dipendente dal gioco dal punto di vista sociale e delle possibili conseguenti condotte criminali il Comandante provinciale dei Carabinieri di Sondrio, Emanuele De Ciuceis.
«La ludopatia è sinonimo di dipendenza dal gioco in quanto, non potendone fare a meno, tali soggetti si privano della propria libertà – ha concluso De Ciuceis –. Nel 2016 il gioco d’azzardo ha portato un indotto di 470miliardi di dollari nel mondo e, in 10 anni, in Italia sono stati persi 180miliardi di euro: tutti soldi che fanno gola alla criminalità. Spesso la criminalità investe sulla debolezza del giocatore attraverso l’usura oppure in sale giochi per ripulire il denaro. Un modo per non incentivare la criminalità, dunque, è quello di non giocare e cercare di non cadere in questa trappola».
La presentazione ufficiale di alcuni fra i numerosi progetti messi in campo per studenti, docenti, genitori e cittadinanza, grazie alla collaborazione fra Ufficio scolastico territoriale di Sondrio, Istituzioni scolastiche, Ats della Montagna, Asst, Cooperative e Associazioni del territorio.
Si è svolta giovedì 24 ottobre 2019, presso l’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio, la conferenza stampa di presentazione dei progetti “Contrasto al gioco d’azzardo e ludopatie nelle scuole“ (nato da un accordo stipulato nel 2018 tra Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e Regione Lombardia che quest’anno ha visto la nascita di un apposito “Osservatorio provinciale” con sede presso l’Istituto comprensivo “Paesi Orobici” di Sondrio) e “Senza Se, senza Gap”, il progetto specificamente rivolto alle famiglie e finanziato con un bando Ats della Montagna. Ad intervenire durante la mattinata il Dirigente Ust di Sondrio, Fabio Molinari, il Dirigente scolastico Gianmaria Toffi dell’Istituto “De Simoni – Quadrio” (istituto capofila del progetto “Contrasto al gioco d’azzardo e ludopatie”), il Dirigente scolastico Maria Pia Mollura dell’Istituto comprensivo “Paesi Orobici” di Sondrio (scuola capofila Rete SPS – “Scuole che Promuovono Salute” della Provincia di Sondrio e capofila della rete dell’Osservatorio ludopatie e gioco d’azzardo), il Direttore generale di Ats della Montagna, Lorella Cecconami, e Marco Duca, referente territoriale “Cooperativa lotta contro l’emarginazione”.
«Tante le attività messe in campo per sensibilizzare docenti e studenti sul tema del gioco d’azzardo che non rappresenta una semplice debolezza ma un vero problema che può compromettere la vita economica e sociale delle persone – ha esordito il Dirigente Ust, Fabio Molinari –. Per cercare di trasmettere corretti stili di vita è fondamentale la collaborazione di tutti: dalle scuole, all’Ats della Montagna, passando per l’Asst, la cui sinergia è indispensabile. Ad oggi l’Istituto “De Simoni – Quadrio” ha avviato diversi percorsi legati alla formazione del personale docente ma anche iniziative rivolte agli studenti come il corso tenuto dal professor Sandro Barbagallo sul tema dell’azzardo nell’arte e il concerto-spettacolo diretto dal maestro Lorenzo Passerini in programma per il 15 novembre. Al tempo stesso è stato costituito l’Osservatorio sulle ludopatie che coinvolge diversi soggetti e fa capo all’Istituto “Paesi Orobici” e cha a sua volta si fa promotore di altre iniziative a cominciare dal convegno “Mettiti in gioco – Punta su te stesso” che verrà organizzato sabato 26 novembre presso l’Auditorium Torelli e che vedrà alternarsi autorevoli relatori».
«L’Istituto “De Simoni – Quadrio” ha svolto il ruolo di pianificazione del progetto con l’attivazione, a settembre 2018, di un vasto intervento formativo rivolto ai docenti della provincia – ha spiegato il dirigente dell’Istituto “De Simoni – Quadrio”, Gianmaria Toffi –. 38 gli insegnanti che hanno partecipato ai corsi erogati in 5 sedi diverse. Tra gli obiettivi dell’intervento, oltre alla diffusione di informazioni sull’entità del fenomeno nel contesto territoriale e sulle sue caratteristiche globali, si è individuato lo sviluppo di abilità relazionali e competenze argomentative spendibili in situazioni di contatto con persone esposte al fenomeno dell’azzardo. Le fasi successive del progetto hanno visto il coinvolgimento di gruppi di studenti delle scuole superiori che sono stati formati per diventare testimoni e “peer educator” presso altri studenti delle scuole medie. Alcuni di questi laboratori sono ad oggi in corso di svolgimento ma vi sono già riscontri più che positivi. Infine, oltre alla realizzazione del sito web dedicato www.nobullying.help/ludopatie/, entro dicembre, sono previsti alcuni eventi aperti al pubblico, nella prospettiva della più ampia condivisione di una visione attenta e critica rispetto al fenomeno del gioco d’azzardo, tra cui un concerto-spettacolo diretto dal maestro di fama internazionale, Lorenzo Passerini in programma il 15 novembre».
«L’Istituto “Paesi Orobici”, in veste di capofila provinciale della rete “Scuole che Promuovono Salute”, già dal 2016 è attivo sul fronte della prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo – ha aggiunto il dirigente dell’Istituto comprensivo “Paesi Orobici”, Maria Pia Mollura –. Attraverso la collaborazione con la “Cooperativa lotta contro l’emarginazione” sono stati realizzati dei percorsi di formazione ai docenti di varie scuole della provincia e, nel contempo, attività di conoscenza/prevenzione rivolte ai ragazzi. Considerato che il problema della dipendenza risulta essere diffuso in modo consistente anche fra gli adulti, lo scorso anno scolastico, l’Istituto ha partecipato e ottenuto finanziamenti da due ulteriori bandi: il primo emanato dall’Usr che ha portato alla costituzione di un “Osservatorio” che, attraverso una serie di azioni, monitori il fenomeno in provincia; il secondo, emanato dall’Ats della Montagna, attraverso il progetto “Senza se e senza Gap” ha come obiettivo proprio una informazione/formazione rivolta ai genitori e ad un pubblico di adulti per far sì che scuola e famiglia possano camminare nella stessa direzione supportandosi al fine di riuscire a debellare o comunque ridurre il più possibile il numero di persone che si lasciano affascinare e poi schiavizzare dal gioco d’azzardo».
«L’azzardo è uno dei tanti stili di vita su cui vogliamo lavorare e che spesso va di pari passo con altre dipendenze e colpisce categorie molto fragili e vulnerabili – ha spiegato il Direttore generale di Ats della Montagna, Lorella Cecconami –. Nel 2018 le persone in carico ai Sert nel territorio dell’Ats della Montagna erano 105 ma questo dato rappresenta solo la punta dell’iceberg. Nel 2017, l’ultima rilevazione sul gioco d’azzardo legalizzato ha visto la provincia di Sondrio posizionarsi sesta in Italia come spesa pro capite e seconda in Regione Lombardia. Sulla presa in carico dei Sert la fascia prevalente è quella che va dai 40 ai 59 anni. Inoltre, i dati relativi ad un’indagine del 2014 rivolta agli adolescenti ci dicono che, a livello nazionale, ben il 60% ha giocato almeno una volta nella vita. Per il 2019 Regione Lombardia ci ha dato circa 250mila euro per intervenire sul tema del gioco d’azzardo patologico: una quota è destinata ad interventi di prevenzione anche nelle scuole mentre un’altra è dedicata all’apertura di centri di residenzialità e semi residenzialità per i soggetti dipendenti. I comportamenti su cui agire sono davvero tanti ma tutti sono sempre correlati fra loro».
«Dal 2013 abbiamo iniziato a lavorare in provincia di Sondrio su questo tema e la nostra attività si è sviluppata sul fronte della prevenzione con le scuole e Ats per cercare di contenere la “normalizzazione” del gioco d’azzardo – ha concluso il referente della “Cooperativa lotta contro l’emarginazione”, Marco Duca –. I ragazzi di oggi sono nati circondati dal gioco d’azzardo, dalle scommesse online, e ormai è possibile puntare su qualunque cosa ma è importante far comprendere alle nuove generazioni che l’azzardo non è affatto qualcosa di “normale”. Basti pensare che, dal 2007 ad oggi, si è passati da 47milirdi di euro di giocato a 106 miliardi e lavorare al fianco dei giovani è fondamentale affinché diventino essi stessi promotori di prevenzione. Inoltre, una rilevazione condotta tra il 2017 e il 2018 su oltre 200 ragazzi delle scuole secondarie di primo grado della provincia di Sondrio, ha messo in evidenza come il 70,7% di loro abbia giocato almeno una volta nella vita, il 63% abbia giocato nell’ultimo anno e il 28% ha dichiarato di aver giocato nell’ultimo mese».
Martedì 15 ottobre 2019, nell’ambito del progetto provinciale sulla prevenzione delle Ludopatie, prenderà il via un Corso di teatro guidato dall’attore Bekim Spahija del “Laboratorio Stage equipe” e rivolto agli studenti.
Le lezioni si svolgeranno presso l’Istituto Comprensivo 2 “Damiani” di Morbegno (Sondrio):
L’Istituto Comprensivo “Paesi Orobici” di Sondrio, quale Scuola capofila Rete SPS – “Scuole che Promuovono Salute” della Provincia di Sondrio, rappresenta l’Istituto scolastico capofila e sede dell’Osservatorio Provinciale per il contrasto al Gioco d’azzardo e alle Ludopatie, coordinato dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio
I dati epidemiologici sulla diffusione del fenomeno delle ludopatie e del GAP sono significativi, sia a livello nazionale che regionale. Nella popolazione generale è stimata una prevalenza di gioco nella popolazione 18-64 anni pari al 62,6% (studio Parlamento);
Da un’ultima rilevazione, la provincia di Sondrio si classifica sesta in Italia e seconda in Lombardia per spesa pro capite: Como (1.737 euro), Sondrio (1.671) e Brescia (1.521) (rapporto del gruppo editoriale Gedi sul Gioco d’azzardo legalizzato, con dati aggiornati al 2017).
I dati relativi al rapporto tra giovani e azzardo, raccolti tra l’ottobre 2017 e il mese di gennaio 2018 (indagine Centro Studi ‘Semi di Melo’, condotta su 11.494 studenti di 68 istituti secondari di secondo grado della Lombardia) riportano che il 52% del campione con età media di 17 anni (83% minorenni) dichiara di aver avuto esperienze d’azzardo.
Tra i ragazzi il 9% ha “giocato” alle slot, il 6% online, il 22% alle scommesse, il 42% ai gratta e vinci.
La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze intervistate ha giocato d’azzardo la prima volta tra i 10 e i 15 anni; il 14% dichiara di spendere settimanalmente in azzardo. Il 69% ha riferito di conoscere luoghi in cui è possibile giocare d’azzardo anche se si è minorenni.
Giocare online è la modalità di azzardo più praticata (34%). Per i maggiorenni, sono le slot le più ricercate e utilizzate (23,5%). Chi gioca d’azzardo più frequentemente e maggiormente, indipendentemente dalla classe scolastica di appartenenza, predilige le scommesse: l’11,2% dei giovani afferma di spendere settimanalmente per queste.
La percezione del fenomeno ‘azzardo’ differisce molto tra chi non lo pratica e chi invece ci si avvicina frequentemente; chi gioca d’azzardo tende a percepirlo come malattia nel 18% dei casi contro il 40% di chi non gioca, negli altri aumentano le risposte relative all’abilità (5% contro il 2%), al divertimento (8% contro l’1%), alla fortuna (16% contro 8%) e al guadagno (11% contro il 1%).
Inoltre, tra chi gioca d’azzardo abitualmente (tutti i giorni), aumentano vertiginosamente le percentuali di chi dice di avere vicino giocatori abituali (giocano tutti i giorni): genitori 14% contro 7%, altri parenti (nonni e zii) 20% contro 14%, e amici 55% contro 24%.
Il 21.69% dei giovani del campione non interverrebbe mai vedendo un amico giocare d’azzardo, pur reputandolo molto pericoloso per il 58,2% dei casi. L’approccio all’azzardo è strettamente correlato alla storia scolastica: chi gioca d’azzardo, non solo quotidianamente ma anche con frequenze di gioco più ridotte, ha percentuali più elevate di bocciature, debiti e cambiamenti di istituto (es. È stato già bocciato il 32,5% di chi gioca d’azzardo ogni giorno contro l’11% della popolazione generale).
Un percorso articolato in 6 incontri, da marzo a maggio 2019, che ha coinvolto una quindicina di studenti dell’Istituto De Simoni – Quadrio e dell’Istituto Agrario di Sondrio per riflettere sui problemi legati al gioco d’azzardo attraverso il linguaggio del teatro, importante strumento pedagogico capace di costruire legami sociali e attuare stili di vita corretti e improntati sulla salute. È quanto promosso dalla professoressa Loredana Piacentino attraverso un gruppo di lavoro inserito nell’ambito del progetto per il contrasto alle ludopatie e al gioco d’azzardo.
Come si sono articolati gli incontri con i ragazzi?
Ciascuno degli studenti è stato coinvolto attivamente nel progetto attraverso la tecnica del “teatro forum”, una sorta di teatro partecipativo che ha stimolato anche il pubblico composto da docenti e da alcuni alunni dell’Istituto Comprensivo “Sondrio Centro” invitandoli a modificare insieme agli attori dei comportamenti “scorretti”. Prima di iniziare a lavorare alla realizzazione dello spettacolo vero e proprio abbiamo provato a “divertirci” in modo da recuperare la “dimensione positiva” e di “socialità” del gioco considerandolo come un divertimento. Con il gruppo di lavoro, nel corso degli incontri, abbiamo analizzato diverso materiale legato al tema come i testi letterari di Dostoevskij, condotto una ricca analisi di articoli di giornale e di alcuni spot pubblicitari. Dopo esserci affacciati agli scritti e alle dinamiche sociali, i ragazzi hanno iniziato a parlare di loro stessi provando, al tempo stesso, ad identificarsi in una storia all’interno di una famiglia costretta ad affrontare i problemi legati al gioco d’azzardo. Analogamente anche il pubblico, che ha assistito alla rappresentazione tratta da una storia vera, è stato invitato a calarsi nei panni dei protagonisti sostituendosi agli attori.
Il laboratorio, finalizzato alla costruzione di una piece teatrale aperta al pubblico, si è avvalso della tecnica del teatro forum. Di cosa si tratta esattamente?
La metodologia del teatro forum è una fra le tecniche di “Teatro dell’oppresso” che prende ispirazione dalle teorie del regista brasiliano Augusto Boal, nutrito da un punto di vista pedagogico da Paulo Freire, pedagostista brasiliano e teorico dell’educazione. Questo teatro nasce con l’idea che ognuno di noi può, con le proprie azioni e il pensiero, influenzare gli sviluppi socio-politici. Si tratta di un metodo utilizzato in circa la metà delle Nazioni del mondo come strumento utile a restaurare il dialogo tra gli esseri umani. Secondo questa teoria infatti è proprio la mancanza di dialogo che genera la relazione oppressi-oppressori. Attraverso il teatro gli studenti hanno preso coscienza delle proprie abitudini quotidiane per cercare di trovare insieme delle soluzioni e strategie adeguate al contesto di riferimento. Spesso infatti i nostri comportamenti sono meccanizzati e omogeneizzati all’interno di una società che impone gesti senza che ne siamo realmente consapevoli. Il lavoro teatrale cerca di farci uscire da questa meccanizzazione per riportare le nostre menti ad un grado di coscienza e consapevolezza tale da “svegliarci” e poter agire.
Quale è stato il riscontro dei ragazzi rispetto a tale iniziativa?
Inizialmente sono parsi un poco dubbiosi di fronte alla particolare metodologia del “teatro forum” che li ha portati a sperimentare e a mettersi in gioco anche con il loro corpo. Devo però ammettere che, ciascuno di loro, si è impegnato davvero molto. In un primo momento la percezione era che si trattasse di un problema “lontano” rispetto al vissuto dei ragazzi, in realtà, incontro dopo incontro, hanno realizzato che purtroppo il problema del gioco d’azzardo oggi sta entrando in un processo di “normalizzazione”.
Il progetto teatrale intrapreso quest’anno avrà un seguito?
Gli studenti che hanno partecipato al laboratorio sono stati molto bravi e l’idea è quella di proseguire anche a settembre con un progetto simile. Anche i ragazzi della scuola media hanno risposto molto bene agli stimoli proposti da quelli delle superiori e, nel corso della rappresentazione, si è arrivati perfino ad affrontare altre tematiche legate alla famiglia e all’affettività. Ritengo che oggi ci sia una grande necessità di lavorare attorno a certi temi poiché, il problema delle ludopatie, è una questione molto seria e, sfortunatamente, la provincia di Sondrio detiene un triste primato a tal riguardo. Probabilmente il problema non è ancora pienamente percepito dalla popolazione ma si tratta di qualcosa di concreto e reale.
Uno staff di esperti a vostra disposizione
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GIOCO D’AZZARDO E LUDOPATIE: CONSEGUENZE NELLA SFERA ECONOMICA, GIURIDICA, SOCIALE E PSICOLOGICA
Due intense giornate di formazione rivolte ai docenti si sono svolte il 7 settembre 2018 presso l’Istituto “Alberti” di Bormio, e il 10 settembre 2018 all’Istituto “De Simoni Quadrio” di Sondrio. A coordinare le attività è stato l’Avvocato Simone Bergamini che, in collaborazione con la Dottoressa Federica Biffignandi, psicologa e psicoterapeuta esperta di GDA, ha illustrato a tutti i presenti una sintesi della normativa e della giurisprudenza in materia di gioco d’azzardo e ludopatia, analisi delle conseguenze nella sfera economica e giuridica del giocatore patologico e approfondimento sulla dimensione relazionale, sociale e psicologica del fenomeno dell’azzardo e delle ludopatie.
Se si intrattiene una regolare attività di gioco, le probabilità di sviluppare un problema sono più alte di quelle di ottenere una grande vincita: ecco i principali campanelli d’allarme e le buone regole da seguire