Siti Pro-Anoressia e Pro-Bulimia

I siti pro-ana e pro-mia costituiscono quei luoghi virtuali (prevalentemente blog, ma anche forum e profili sui social network) in cui vengono diffusi consigli e tecni- che mirate a contrastare la fame e promuovere l’assunzione di comportamenti alimentari disfunzionali.

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono caratterizzati da una persistente alte- razione della condotta alimentare e dalla presenza di comportamenti volti al controllo del peso e della forma del corpo, che possono arrecare danni alla salute fisica e compromettere in misura significativa il funzionamento psicosociale. Essi comprendono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa, il disturbo da alimentazione incontrollata e i disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati (Ministero della Salute, 2013).

Forum, network e, soprattutto, blog che promuovono l’assunzione di comportamenti alimentari disfunzionali da parte di adolescenti e giovani adulti possono così diventare dei “luoghi”di incontro, scambio e condivisione tra persone vulnerabili accomunate dalla stessa ossessione: il cibo.

L’accesso e la frequentazione di questi spazi virtuali sono considerati azioni pericolose a tal punto che attualmente in Italia si sta riflettendo sull’introduzione di strumenti normativi in grado di contrastare questo fenomeno.

L’Indagine sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia (2013), a cura di Telefono Azzurro ed Eurispes, ha mostrato che nel 2012 al 9,9% dei ragazzi è capitato di navigare su un sito internet che esalta l’anoressia. Inoltre, dall’identikit emerso nel 9° Rapporto Nazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Telefono Azzurro, Eurispes, 2008) risultano tutte ragazze le autrici dei blog con un’età media di 17 anni, pur non mancando anche ragazze molto più giovani, di 12-13 anni.

Tra i contenuti di questi spazi virtuali si legge che la perfezione è rappresentata dai 40 Kg e che per raggiungerla, bisogna attraversare un percorso graduale caratterizzato da vari passaggi che dipendono dal peso di partenza.

Si parla sempre di cibo: in ogni post c’è un riferimento a quello che si è mangiato o a ciò che si ha intenzione di mangiare o non mangiare.

Elemento distintivo che accomuna la maggior parte dei siti pro-ana (o pro-mia) è la descrizione del diario alimentare, tutto quello che le autrici hanno ingerito nell’arco della giornata.

Accanto ad ogni alimento c’è il conteggio delle calorie e la somma finale di quelle assunte nell’arco dell’intera giornata.

Anche l’aria può essere presente nel diario alimentare e quasi tutte le blogger indicano questo elemento per sottolineare come siano riuscite a non mangiare nulla.

Poi c’è la palestra e tutte le attività svolte: anche in questo caso la descrizione è dettagliata.

Ore di corsa sul tapis roulant perfettamente cronometrate, numero di esercizi addominali eseguiti: la descrizione è minuziosa. Ogni movimento, ogni azione viene calcolata, conteggiata: scuola, palestra, passeggiate e le scale.


Da uno studio pubblicato sull’American Journal of Public Health (Borzekowski et al., 2010) emerge che su 180 siti analizzati (soltanto americani e probabilmente nemmeno tutti quelli realmente esistenti sull’argomento), il 79% offre servizi interattivi, l’84% parla di anoressia, mentre il 64% parla di bulimia, e tra questi ovviamente una buona percentuale inneggia a entrambe.

L’85% di questi siti, poi, mostra fotografie di presunti “modelli” da seguire, spaventosi esempi di magrezza; l’83% invece fornisce anche consigli pratici per raggiungere un pericoloso stato di incosciente alterazione di sé: consigli per dare di stomaco, per usare lassativi più veloci, per coprire le tracce della malattia agli altri, per diventare bugiarde con tutti.

Nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2015, al Centro Nazionale di Ascolto 1.96.96, gestito da Telefono Azzurro, sono pervenute 49 richieste di aiuto e con- sulenze e l’11% ha riguardato minori con origini straniere. Di queste segnalazioni, il 49% è legato a richieste di aiuto per anoressia o bulimia. Nella restante percentuale di casi i distrubi alimentari si legano a problemi di salute mentale o a difficoltà relazionali in famiglia o con i pari.

Il 25% dei 600 ragazzi intervistati da Telefono Azzurro e Doxakids (febbraio 2016) afferma che la possibilità di visitare siti che esaltano l’anoressia o comportamenti alimentari autolesivi è uno dei rischi maggiori che si possono incontrare navigando online (il dato aumenta al 28% per le ragazze). Il 3% degli intervistati ammette di aver visitato siti che esaltano l’anoressia.


Indicazioni operative

Per la valutazione e gestione del rischio e/o il trattamento di problematiche legate alla messa in atto di presunte/possibili condotte alimentari disfunzionali e/o di situazioni non specificate di disagio diffuso è opportuno rivolgersi alle strutture preposte per offrire il necessario supporto psicologico e/o sanitario.

Si dovrà in tal senso valutare, con il supporto del pediatra o del medico di base, quale servizio o struttura contattare, per ottenere delle informazioni o effettuare una valutazione (ad esempio presso un servizio di Neuropsichiatria infantile competente territorialmente) e/o iniziare un percorso di cura presso una struttura specializzata (come ad esempio comunità o ambulatori dedicati alla valutazione e al trattamento dei disturbi alimentari).

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